Vergogna Zamparini: umilia i palermitani e fa affari con chi vende elicotteri a Erdogan

Zamparini sta smantellando la squadra, ha battuto ogni record negativo, ha umiliato i palermitani che quest’anno, su dieci partite in casa, hanno assistito a nove sconfitte, un indegno primato. Sono lontani i tempi in cui gli ultrà cantavano “Zamparini uno di noi” e il Palermo andava in Europa.

Dopo aver cementificato la Conca d’Oro creando un centro commerciale chiamato “Conca d’Oro”, Zamparini ha in mente di cementificare altre zone d’Italia.

Sì perché gli affari edilizi in Friuli si sono rivelati fallimentari, causando un debito di oltre 5o milioni di Euro con la precarissima Banca Popolare di Vicenza, che Zamparini non sembra intenzionato a onorare.

A Palermo dopo aver buttato tonnellate di inutile cemento per il centro commerciale, non gli è riuscito buttarne altrettante per un nuovo stadio, quindi Zamparini ha deciso di andare in Puglia assieme all’imprenditore aeronautico Bortoluz, presidente della Konner. azienda che vende elicotteri al regime turco di Erdogan, che li usa al confine col Kurdistan.

Insomma, se i disastri e le umiliazioni calcistiche scompaiono di fronte allo scempio edilizio causato da Zamparini, a sua volta la costruzione di un centro commerciale è poca cosa rispetto al business della guerra che Zamparini sta mettendo su in Puglia.

Se la gente non avesse già abbandonato in massa lo stadio ci sarebbe da boicottare il guerrafondaio Zamparini, tanto più in una città che ha recentemente conferito la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan.

#PressControlNow. Inquietanti analogie fra la propaganda di Trump e Grillo

Ieri Grillo ha parlato di creare una giuria popolare che giudichi i giornalisti, e la gente lo ha preso sul serio!

Lo stesso giorno un seguitissimo account pro Trump ha introdotto nell’ecosistema Twitter l’hashtag #PressControlNow, gioco di parole fra il ‘controllo della stampa’ e il tasto ctrl del computer.

presscontrolnow

L’ingresso di questa nuova parola d’ordine è avvenuto il 4 gennaio:

pressctrlnow

come potete verificare a questo link, questo hashtag era stato usato da un paio di persone nel 2015 e nel 2012 su temi del tutto diversi. Ci sembra palese che sia uno strumento di propaganda, visto che l’account Raven che lo sta diffondendo in questi giorni è gestito in modo da inondare il web di contenuti pro-Trump.

Appare quantomeno bizzarra la coincidenza per cui il giorno in cui Grillo introduce la giuria popolare di controllo dei media, un account con oltre 17mila seguaci introduca su twitter #PressControlNow.

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La strategia di Raven è chiaramente studiata: ribalta contro i media l’accusa (fatta sia a Trump che a Grillo) di alimentare le fake news, e soprattutto alimenta l’hashtag accostandolo a più contenuti diversi, legati alla falsità dei mainstream media.

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Noi già a marzo 2016, quando in Italia si rideva di Trump, parlavamo della sua forza online, un articolo a dir poco profetico.

Gli elementi di estrema destra e di misoginia che avevamo segnalato all’epoca sono ben esplicitati da tweet come quelli di Raven:

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Noi non siamo complottisti quindi non pensiamo che ci sia il Cremlino dietro questa buffa coincidenza, e anzi con questo articolo non vogliamo soffermarci solo sulle somiglianze fra Grillo e Trump, ma anche sulle somiglianze fra i media tradizionali italiani e americani che criticano i due leader.

Se Raven e i tanti account simili pro-Grillo usano questo tipo di propaganda è perché il contesto politico e l’agenda giornalistica è esattamente la stessa. Le parti in causa e le regole del gioco sono le stesse, certo con qualche variante regionale: in Italia dobbiamo sorbirci le scorregge di Grillo cui rispondono i gargarismi di Mentana, in America abbiamo un sistema mediatico corrotto che viene criticato da dei fascisti neanche troppo mascherati. Proprio come in Italia.

Marco Carrai e Papa Francesco nelle mail di John Podesta diffuse da wikileaks

La cosa più divertente delle mail di John Podesta svelate da Wikileaks sono quegli scambi in cui affetti, impegni politici e vita quotidiana si intrecciano.

Parliamo ad esempio di questo scambio fra i fratelli John e Tony Podesta, campioni della bella società di Washington D.C. negli otto anni di Barack Obama. John è uno degli uomini chiave della macchina elettorale di Hillary Clinton.

il titolo dello scambio è

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i due potenti fratelli devono organizzare un incontro con due persone di cui conosciamo solo i nomi (Mustafa e Hakim) ma non i cognomi. Il problema è che i due fratelli sono molto impegnati, e cercano di far combaciare gli impegni. Sullo sfondo, le cene informali nei weekend di Washington e le colazioni di lavoro a New York City.

“Vieni alla cena? Io sono indeciso ma se vieni anche tu sono più tentato”

“Sabato non posso, ho un funerale. se puoi mandami la mail di Mustafa e Hakim”

“sabato e domenica sono col Papa a Philadelphia, la colazione con Marco Carrai sabato mattina a New York a che ora è?”

I fratelli Podesta, che nello stesso giorno fanno colazione col Papa e con Marco Carrai, mostrano un certo affetto fraterno (Are you coming? I’m back in DC Thursday and Friday. Maybe do dinner Saturday or lunch Sunday. More inclined if you are coming. If not, might just try to grab a coffee with them.) che rende un po’ colpevole la lettura di queste mail, quella sensazione di disagio descritta da Naomi Klein in questa conversazione con Glenn Greenwald

Evidentemente i direttori dei grandi giornali italiani non hanno interesse a scavare in questo pozzo pruriginoso ma pieno di indizi giornalisticamente succulenti. Forse anche loro provano disagio come Naomi Klein, o forse non gli interessano certi argomenti.

In ogni caso, al momento non sappiamo dirvi se gli impegnatissimi fratelli Podesta, dopo aver parlato con il Papa e Carrai, siano riusciti o meno a incontrare Mustafa e Hakim.

P.S.

AVVISO PER I COMPLOTTISTI

Marco Carrai collabora con il Center for American Progress, fondato da John Podesta, per cui non c’è assolutamente nulla di strano se pranzano assieme quando si trovano nella stessa città, non è questa la cosa importante di questo articolo. Nè ci interessa sottolineare la coincidenza per cui il Papa e Carrai si trovino negli stessi giorni nel Nordest degli Stati Uniti. E nemmeno vogliamo fare allusioni sull’identità di Mustafa e Hakim perché non è possibile evincerla dalle mail, almeno per noi. Quello che volevamo sottolineare è l’affetto fraterno, sincero e privato, fra due potentissimi lobbysti americani.

Assange manda messaggi in codice su twitter

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Perchè wikileaks pubblica questi messaggi apparentemente insensati?

Probabilmente Julian Assange aveva affidato ad alcuni giornalisti dei file criptati.

Quelle che leggete dovrebbero essere le password per decrittare i messaggi e leggere i file.

Per chi, come noi, ama la sottile arte del trolling, questa sarebbe poesia!

Ma la realtà potrebbe essere diversa: circola nei minuti successivi a questi tweet l’ipotesi che Assange abbia annunciato la propria morte: a sostegno di questa tesi, il tweet del consigliere di Hillary John Podesta, che deride un uomo murato vivo sfottendolo per i pasti scadenti

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Un tweet mandato qualche giorno prima dell’arrivo all’ambasciata dell’Ecuador di Pamela Anderson che ha portato uno snack per Assange..

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La verità però non è così appetitosa come le due ipotesi che avete letto fin qui: le cifre nei tweet in realtà non sono chiavi di accesso ma file hashes, un numero identificativo specifico di uno specifico file.

Quei tweet sono quindi un pizzino: guardate che abbiamo i file originali di documenti compromettenti, non stiamo bluffando..

EDIT

in realtà avevano tagliato la connessione internet all’ambasciata dell’Ecuador.

 

Hillary non vincerà mai

Gli americani non eleggeranno mai una donna di 69 anni che nel 2013 ha avuto una trombosi al cervello e che crolla distrutta durante la cerimonia per i quindici anni della strage di New York.

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i sostenitori di Trump stanno inondano i social network di immagini come questa, che mostrano una Hillary vecchia, stanca e forse malata.

Il malore di Hillary sui media americani ha letteralmente sovrastato il discorso, l’ultimo, di Obama.

Obama era un uomo forte, che vinse anche perché era un atletico quarantenne contro un settantenne con una paralisi.

A proposito, un gustoso ricorso storico: Trump è stato criticato per aver ironizzato su McCain prigioniero in Vietnam, ma nel 2008 il comico Chris Rock, accanito sostenitore di Obama, fece la stessa battuta: come Presidente preferisco uno che l’ha fatta franca, non quello che è stato catturato.

Oggi come nel 2008 gli elettori vengono influenzati dall’aspetto, dall’aura emanata dal candidato. E Trump emana mille volte più energia di HIllary. Non a caso, quando Trump su twitter vuole insultare qualcuno usa l’espressione “low energy”.

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Una svolta incredibile per la strategia di Trump, che da mesi puntava il dito sulle condizioni di salute di Hillary, e che mette i democratici in grosso imbarazzo visto che fino a ieri negavano in modo assoluto che Hillary avesse gravi problemi di salute. Qualche giorno fa il giornalista pro Hillary del Washington Post Chris Cillizza, per giustificare un suo vecchio articolo pro-Obama sulla salute di McCain, diceva che nel 2008 aveva senso investigare sulla salute di McCain ma ora Hillary sta bene. Chissa cosa dirà adesso

Hillary aveva già dato segni di malessere quando la settimana scorsa non riuscì a finire un discorso per un attacco di tosse.

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La fonte ufficiale è ‘polmonite’, e mentre Wikileaks indice un sondaggio su quale malattia può avere, noi ci limitiamo alla versione ufficiale e pensiamo che se viene la polmonite a una donna di 69 che tre anni fa ha avuto una trombosi al cervello, beh, forse questa donna non può affrontare una campagna elettorale così sfiancante, senza l’energia che al momento accompagna il suo biondo sfidante.

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Giustamente Michael Moore fa notare che se il Partito Democratico sapeva della polmonite e lo ha taciuto agli elettori, è normale che ora Trump ne tragga giovamento.

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Chiudiamo dicendo che Hillary, così debilitata, dovrà affrontare il dibattito con Trump in programma il 26 Settembre. Dovrà difendersi dalle accuse di aver consultato mail riservate dal proprio account privato, mettendo a rischio la sicurezza.

Ebbene, recentemente Hillary si è giustificata dicendo che “Non ha capito che la mail era importante”. Proprio come Di Maio.

EDIT POST DIBATTITO

Paradossalmente, Trump che tira su col naso può essere sembrato meno in forma di Hillary. Vedremo cosa succederà da qui a Novembre

chi era Ali David Sonboly e perchè ha ucciso. l’ennesima strage della solitudine

Tutti i media e i politici di estrema destra avevano scommesso sul fatto che l’attentatore di Monaco fosse un terrorista legato all’ISIS.

Il riflesso condizionato della stampa di destra si è mostrato fallace, visto che Ali era nato in Germania, a quanto pare di secondo nome si chiamava David e non era certamente legato ai terroristi.

Ali David Sonboly era vittima di bullismo.

I suoi stessi aguzzini sono stati in grado di riconoscere l’autore della strage prima della polizia e dei media internazionali.

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questo messaggio è stato postato online a mezzanotte e un quarto, due ore prima della conferenza stampa della polizia di Monaco.

“Lo abbiamo sempre tormentato e diceva sempre che ci avrebbe ucciso”

Abbiamo già parlato di un’altra strage della solitudine annunciata su 4chan (siamo stati gli unici in Italia naturalmente) e anche in questo caso si tratta di una cosiddetta beta uprising (siamo stati i primi in Italia a parlare di beta uprising, tenetelo conto o giornalisti che leggete).

La causa del problema è naturalmente il mobbing, il conformismo, la distanza e l’abisso sociale in cui i giovani occidentali sono immersi. Nel deserto i Touareg passano le sere del Ramadan tutti assieme, a parlare, ridere e scherzare guardando le evoluzioni della luna.

In occidente i giovani passano i pomeriggi e le notti al computer a rimuginare sul perché non hanno amici o persone con cui avere relazioni personali significative e soddisfacenti.

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un ragazzo terribilmente solo, preso in giro dai compagni, in cura psichiatrica da tempo, con delle occhiaie evidenti già a 18 anni causate dalla troppa esposizione ad uno schermo

L’attuale società occidentale reprime le esigenze comunitarie e sociali. Pokemon Go si gioca da soli. Facebook è quanto di più antisociale possa esistere.

il conformismo e il bullismo non sono problemi che fanno vendere i giornali, non sono argomenti di cui la destra può appropriarsi, nessun politico può dichiarare “guerra alla solitudine” o “guerra al bullismo”.

Ali David, come Elliot Rodgers o CHristopher Harper-Mercer o Dylan Klebold del massacro di Columbine, non vengono definiti ‘terroristi’ ma ‘folli’.

Come se non avessero seminato il terrore anche loro.

Come se la solitudine non fosse una motivazione politica.

il pessimo giornalismo di Leonardo Bianchi e Nicolò Carradori su VICE: Andrea Alongi accostato a Corona e Riina!

Vice è una rivista online pubblicata con capitali provenienti anche da Rupert Murdoch il cui target, almeno in Italia, sono i giovani colti e di sinistra.

Per questo puntano molto su notizie e storie che solletichino il pubblico di riferimento.

Leonardo Bianchi, news editor della rivista, punta molto sulle storie che provengono dalla galassia di siti di controinformazione di sinistra: in questo modo coltiva l’audience di VICE.

Negli scorsi giorni è uscito un articolo ributtante sulla preziosa testimonianza resa in tribunale da un giovane parmense, Andrea Alongi.

Alongi descrive con lucidità il meccanismo di dominio e di controllo sociale messo in atto dalle forze di polizia sul territorio nazionale.

L’articolo è scritto in quella strana lingua usata da VICE, un italiano che sembra appena tradotto dall’inglese, ma non è questo l’aspetto che ci interessa.

Bianchi e Carradori devono assolvere un compito: quello di fare il classico “elenco”, formula classica del giornalismo poco impegnato.

Gli estensori dell’articolo si impegnano quindi, dopo una breve introduzione “di sinistra” sul caso Bonsu, ad elencare i “momenti divertenti” ripresi dalle telecamere nelle aule di tribunale italiane.

Un po’ come le fotogallery dei cagnolini su fanpage, VICE usa la drammatica e nobile testimonianza di Andrea Alongi come squallida scusa per divertire la sua audience di semicolti semiadulti di semisinistra.

L’aspetto ributtante, intollerabile, vergognoso dell’articolo di Bianchi e Carradori è che Alongi venga accostato a gente come Totò Riina o Fabrizio Corona, SOLTANTO PERCHE’ FA RIDERE.

LOL PACCIANI

LOL ANDREA ALONGI

LOL RIINA

LOL CORONA

Bianchi e Carradori sfruttano Alongi per fare l’articoletto divertente da condividere su Facebook in cui si ride degli ignoranti che non sanno parlare.

Bianchi e Carradori sfruttano Alongi, lo mescolano ai peggiori criminali solo “perchè fa ridere”, togliendo potenza alla sua testimonianza.

Funziona così il capitalismo: si toglie la carica sovversiva e si aggiungono le risate preregistrate in sottofondo.