Farage avrebbe truffato il Parlamento Europeo per più di 200mila euro

La Commissione Elettorale inglese sta esaminando la campagna elettorale di tutti i partiti e ha trovato alcune anomalie nei conti dell’Ukip.

Il partito di Farage avrebbe chiesto contributi al Parlamento Europeo per oltre 200mila euro annui al fine di pagare le spese di una sede del partito. Una cosa perfettamente legale.

Il problema è che si è scoperto che la sede veniva fornita gratuitamente da un militante del partito. Lo ha ammesso lo stesso Farage.

Interrogato a proposito subito dopo le elezioni, aveva detto di essere disposto a fare esaminare i suoi conti da un osservatore indipendente, se ciò poteva aiutare a chiarire, salvo poi rimangiarsi quest’affermazione una volta che doveva aprire i libri contabili.

Farage si difende dicendo che quei soldi sono una allowance e lui può spenderli come preferisce, ma in realtà non può comprarci la birra e deve dimostrare di usarli per l’attività politica. Inoltre, tutti gli europarlamentari inglesi hanno rendicontato tramite istituzioni terze le spese effettuate coi soldi dell’Unione Europea, soldi delle tasse degli europei. I rendiconti degli altri politici inglesi li trovate sui siti internet dei Tories, dei Laburisti e dei Lib-Dem. Farage è l’unico che ha rifiutato questa misura di trasparenza.

In pratica ‘sto buffone si pone come antidoto alla corruzione morale di Bruxelles e poi si intasca soldi indebitamente per pagare spese inesistenti.

 

Le manovre alla Belsito di Karl Rove

Conoscete Karl Rove? E’ una specie di pubblicitario della politica americana, di fede repubblicana. Ha curato per anni l’immagine di Bush.
A lui dobbiamo l’immortale sequenza in split-screen in cui, per un video elettorale, si presentava da un lato Gesù e dall’altro George W. Bush, come a paragonare i due personaggi.
Karl Rove continua in questo suo onesto mestiere ancora oggi.
Ed è notizia di questi giorni l’inchiesta da parte della Federal Election Commission (FEC) riguardo il modulo delle tasse presentato dall’agenzia di Karl Rove, la Crossroads Grassroots Policy Strategies. Quello che leggerete è una specie di traduzione e riassunto e volgarizzazione e commento dell’articolo linkato dall’Huffington Post.
Le tasse in America si pagano, e chi le evade va in carcere con lo stigma della comunità, il contrario del nostro bello stivalone.
E se in America c’è qualcos’altro che fa infuriare il pubblico più di ogni altra cosa sono le organizzazioni benefiche fasulle.
L’America è un posto pieno di raccolte fondi per questo o quel gruppo.
Detto questo, la posizione della Grassroots e di Karl Rove non sarebbe delle migliori: avrebbero finto di essere una organizzazione no-profit per pagare meno tasse, pur non avendone i requisiti.
La FEC ha fatto notare che non si può definire no-profit una società come la Crossroads, che raccoglie fondi per mandare in onda spot elettorali in cui gli avversari, nel caso specifico il senatore democratico della Virginia Ted Kain, vengono dipinti come ” partigiani cheerleader di Obama “.

Se la Crossroads non ammette di essere una organizzazione politica, oltre che per risparmiare dollari di tasse, il motivo è anche un altro: definendosi una grassroots advocacy organization Rove non è obbligato a rivelare al pubblico i nomi di coloro che lo sostengono economicamente, garantendo così l’anonimato ai donatori milionari, cosa che per le organizzazioni di supporto politico non sarebbe permessa.
Qual è il trucchetto usato da Rove?
Gli basta non usare nelle pubblicità le parole votate pervotate contro; “elect” e “vote against”
Basta inserire all’interno degli ads qualche proclama generico, del tipo il candidato dovrebbe esprimersi su questo o quel tema, per non venire classificati come spot elettorale ma come messaggio sociale. Una pratica adottata da più o meno tutte le organizzazioni simili per pagare meno tasse e non essere costretti a rivelare i nomi dei finanziatori.
Proviamo a fare un esempio:

votate contro il candidato democratico Karabotsos! sarebbe uno spot elettorale, quindi si pagarebbero molte tasse.
invece,
il candidato democratico Karabotsos ha divorziato dalla prima moglie e ora si dichiara omosessuale: cosa ha da dire sulle fiamme che lo avvolgeranno nell’inferno, Levitico 18-22? questo sarebbe un messaggio sociale che permetterebbe di risparmiare sulle tasse.

Da notare che le inchieste su Rove sono state svolte dalla FEC, la commissione di controllo elettorale, e non dalla IRS, la agenzia delle entrate, coloro che hanno materialmente ricevuto il modulo delle tasse incriminato.

In ogni caso, Rove può dormire tranquillo: i risultati dell’indagine non si avranno prima delle elezioni presidenziali 2012, elezioni nelle quali la Crossroads Grassroots Policy Strategies conta di spendere 300 milioni di dollari per far eleggere il candidato repubblicano alla Casa Bianca.