Cosa diavolo sta succedendo in questa foto? – What’s wrong with this?! Le “purghe leghiste” sembrano divertentissime!

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Cosa diavolo sta succedendo?!

Qui il link alla notizia di qualche mese fa.

A guardare le foto sembra più una performance di arte contemporanea piuttosto che una resa dei conti all’interno della Lega Nord.

 

Bassa Lega

Prima di avventurarsi in qualunque analisi “seria” sul fenomeno Lega Nord occorre tenere presente che si sta parlando di un movimento che da anni fonda le sue battaglie, le sue lotte e i suoi principi sulla rivendicazione di una terra di fantasia, i cui confini sono del tutto aleatori. Un partito che, si dice, è diviso al suo interno in due correnti: il cosiddetto “Cerchio Magico” e i “Barbari Sognanti“.

Probabilmente basterebbe questo a scoraggiare chiunque sia intenzionato a prendere sul serio il fenomeno e a liquidare tutti i bramiti leghisti come deliri di squilibrati. Ma, come ci ricordano in molti – anche e soprattutto a sinistra – sono «radicati nel territorio», prendono un sacco di voti, e quindi è giusto parlarne come se fossero persone normali.

Ciò di cui si parla in questi giorni, in queste ore – in poche parole, anche la Lega avrebbe qualche problema di tangenti, o almeno così pare – non farebbe altro che demolire l’ennesima leggenda della mitologia leghista. Almeno, a prima vista.

I nazionalismi, si sa, si nutrono di miti. Benché il leghismo non sia, a nostro parere, minimamente degno di essere classificato come “nazionalismo”, il movimento padano ha costruito negli anni un singolare épos fatto, almeno in superficie,  di integrità, purezza, incorruttibilità e diversità, e non ci riferiamo ai continui vagheggiamenti riguardanti i popoli oppressi, le radici celtiche, i tratti in comune con corsi, baschi, scozzesi, catalani, nativi americani, vichinghi e hawaiani, che hanno reso i raduni di Pontida degli happenings in salsa paesana.

Non osiamo nemmeno pensare a quanti fiumi d’inchiostro si staranno versando in queste ore sulla definitiva “perdita dell’innocenza” da parte della Lega, perdipiù perpetrata dal suo padre fondatore.

Ma c’è veramente qualcuno in grado di sorprendersi? C’è qualcuno che ha ancora la forza di stupirsi?

Non è il caso, a nostro avviso, di avvampare di sdegno e sobbalzare sulla poltrona.

L’immagine dei “duri e puri”, ormai da anni, la Lega l’ha lasciata a coloro che, bontà loro, vogliono credere ancora alle favole, le stesse, probabilmente,  che compongono il corpus della mitologia padana. Stiamo parlando, infatti, del movimento che da anni non si risparmia nelle crociate contro la palla al piede sudista e contro i suoi vergognosi sprechi, salvo poi stipulare cordialissime alleanze con gli stessi autori degli sprechi suddetti.

E’ possibile leggere, in queste drammatiche, palpitanti, terribili ore, editoriali che evidenziano come la Lega “si sia svegliata italiana”.

Sarebbe anche il caso di dire che un partito che ha messo i suoi uomini nei posti chiave dei consigli d’amministrazione delle banche e delle principali aziende del paese, e che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla scena politica nazionale, ponendo ultimatum semiseri, battendo i pugni e facendosi blandire allo stesso tempo,  non solo è italiano, ma è proprio “romano”, come Carlo Verdone e l’amatriciana. E lo è da molto tempo.

E adesso? Dimessosi Bossi, tutti gli interrogativi riguardano il futuro della Lega.

Ci piace poter dire che del futuro della Lega non ce ne importa nulla.

Belsito ha ucciso Umberto Bossi. Parola di Gianfranco Miglio

Bossi si è dimesso dalla Lega Nord, travolto dagli scandali e dalle tangenti.
E’ molto probabile che quel che resta della Lega si stringa attorno alla figura ‘positiva’ di Roberto Maroni, che negli ultimi tempi ha cominciato a mobilitare la sua base elettorale.
Già negli anni ’90 Maroni fu vicino ad abbandonare la Lega Nord dopo alcune pesanti discussioni con il Senatùr.
Il giovane Maroni chiese consiglio all’anziano Gianfranco Miglio, che allora era da poco uscito dalla Lega, su come fare per prendere il posto di Umberto Bossi.
Gianfranco Miglio è stato l’unico intellettuale di un certo peso che abbia legato il proprio nome alla causa della Lega Nord.
Senza di lui, l’idea di federalismo e quella di secessione non avrebbero avuto le basi teoriche per affermarsi come parole d’ordine dell’elettorato leghista.
Ciò che un quindicennio fa Miglio disse a Maroni si è rivelato essere vero, con una piccola differenza: Maroni non ha dovuto aspettare la morte di Bossi, ma è vero che senza l’ictus e senza gli scandali di Belsito non avrebbe mai potuto salire sul trono Padano. Quindi Miglio aveva ragione.
Vi proponiamo qui il passaggio riguardante il colloquio. Queste parole sono tratte da un’intervista di Stefano Lorenzetto a Miglio apparsa su Il Giornale nel Marzo 1999.

-Lei disse che “Bossi non è in grado di fare niente, nemmeno di fare l’assesore in un comuncello”.
-Confermo. Non è capace di proiettare un lavoro nel tempo, di stare dietro ad una scrivania. Se fosse diventato padrone della Padania, un minuto dopo si sarebbe posto il grave problema di rovesciarlo

-Impresa difficle?
-Impossibile. Quando Maroni cadde in disgrazia, fui invitato a un incontro segreto in casa di una signora milanese. “Voglio far fuori Bossi” mi rivelò Maroni. Gli obiettai che, con Bossi vivo, la Lega non avrebbe mai avuto altro capo all’infuori di lui. “Quand’è così, devo cambiare programmi”, concluse Maroni. Tornò a cuccia e fu riammesso nel movimento.

Maroni quindi è rimasto a cuccia per più di un decennio ,da qualche mese ha cominciato ad annusare l’aria, e ora è uscito dalla cuccia pronto a rosicchiare le ossa dell’anziano leader, costretto alle dimissioni dalla condotta del suo ‘cerchio magico’ di terroni e incapaci.

In basso trovate il link all’intervista completa, davvero molto interessante. Gianfranco Miglio era un provocatore ma aveva i mezzi culturali e intellettuali per esserlo. Con lui la Lega avrebbe davvero potuto fare la Rivolussiùn, ma Bossi preferì agire da democristiano e campare altri vent’anni sulle spalle dei contribuenti, prendendo in giro il popolo padano con false promesse e riti pagani.

http://www.scribd.com/doc/42785114/%C2%ABNon-mi-fecero-ministro-perche-avrei-distrutto-la-Repubblica%C2%BB-intervista-a-Gianfranco-Miglio-ideologo-della-Lega-Nord