Solidarietà a Gemitaiz. Però, santoddio, state attenti!

Un giovanotto fermato dalla polizia con sostanze stupefacenti in tasca non fa notizia, a meno che non sia famoso come il rapper Gemitaiz.
Noi abbiamo rispetto e compassione per chiunque si ritrovi a ricevere le attenzioni congiunte di  polizia e stampa.

L’articolo di Repubblica sul fermo di Gemitaiz è davvero odioso, un distillato di insolenza. Il ghigno del forte che deride il debole in catene, questo ciò che emerge dallo squallore firmato dal giovane (precario?) cronista di repubblica (non facciamo nomi perché non aspetta altro).

Gemitaiz, noi ti siamo vicini e ti rispettiamo e tifiamo prescrizione, speriamo che tu possa superare questo brutto momento, però santoddio, perché ‘ste stronzate? Ovvero, perchè 6 giorni prima del tuo incontro coi tutori dell’ordine hai sentito la necessità di pubblicare su Instagram questa foto?

gemi

“ricordate che ha avuto una delusione dalla sua donna, ascoltate ballata del dubbio pt. 2 e capirete che gemitaiz non pensa solo ai soldi #freegemitaiz” La commovente difesa delle fans si basa sull’empatia umana.

Purtroppo non siamo in California, a Barcellona, ad Amsterdam, in Colorado o a Lugano qualche anno fa.

Malauguratamente l’erba non è legale in Italia. Potevi limitarti a parlare di canne nei tuoi testi senza dover postare foto così esplicite e inutilmente compromettenti.

Che ne sai che gli sbirri non hanno segnato il tuo nome su un taccuino dopo aver visto questa foto? Che ne sai che non ti hanno pedinato dopo che hai condiviso col mondo intero la tua passione per ganja e arancine?

Speriamo che le nostre parole servano da monito ai giovanotti appassionati di cannabinoidi affinché evitino di donare ai social network le foto delle loro innocenti abitudini.

politweetz

In un mondo in cui le multe vengono fatte tramite segnalazioni su twitter, siete così ingenui da pensare che la polizia non segua i vostri account?