STRISCIA LA NOTIZIA UCCIDE! PERSEGUITARE I DEBOLI E LECCARE IL CULO AI POTENTI

ricci

Ci siamo già occupati di Antonio Ricci, un personaggio TV che al momento è in crisi di idee, ha problemi di creatività. Lo ammette lo stesso Ricci: quando compare un cane a Striscia la Notizia il motivo è quello di risollevare gli ascolti e ovviare alla mancanza di idee. Lo dice lui stesso nel suo libro Striscia la Tv stampato da Einaudi negli anni 90.
Non ci stupiamo: fare da vent’anni lo stesso programma per noi sarebbe davvero noioso. Remunerativo ma noioso.
Usare la telecamera come una gogna deve invece divertire assai il ligure Antonio Ricci: sguinzaglia i suoi segugi (gente che si fa le ossa nelle tv locali e farebbe di tutto per andare su Canale 5: ricordate Sasà Salvaggio?) per prendersela col contadino abusivo, col posteggiatore abusivo, o col mago abusivo. I problemi reali di questo paese.
La scelta dei bersagli (sempre poveri cristi o piccoli truffatori) dimostra che il terrorismo mediatico, in Italia, si può usare solo coi pesci piccoli.
Inseguire un uomo per la strada con una telecamera rinfacciandogli beffardamente i suoi reati E’ TERRORISMO MEDIATICO. Secondo Ricci (o secondo le vocine della sua coscienza) si tratterebbe di giornalismo.
Luca Abete è il corrispondente dalla Campania. Su input della redazione milanese, Abete è andato a tormentare degli impiegati napoletani che, in cambio di una minuscola somma di denaro (si parla di 20 euro) potevano sbrigare più velocemente le pratiche dell’Agenzia del Territorio. Un’usanza invero antipatica, ma che non merita un tale spiegamento di forze.
L’uomo filmato di nascosto, Lucio Montaina, non ha retto al pubblico ludibrio cui Antonio Ricci lo ha esposto. La gogna che il ricco autore TV genovese gestisce sulle reti Mediaset era troppo stretta per un uomo che aveva commesso un piccolissimo reato, e che per questo era stato umiliato di fronte a MILIONI DI PERSONE.
In seguito all’eroica inchiesta di Striscia la Notizia l’uomo ha perso il posto di lavoro.
Antonio Ricci sarà sicuramente entusiasta di questo suo risultato. Lo immaginiamo nella sua ricca casa borghese, intento a contare i soldi e a esultare per il licenziamento di un napoletano. Licenziamento il cui merito è SOLTANTO SUO: Ricci ha deciso di mandare in onda quelle immagini. Non essendo dotato di empatia, Ricci non poteva immaginare che quell’uomo avesse un’anima. Chi accetta una tangente da venti euro non può avere un’anima. Il padrone di Ricci, Berlusconi, pagava a Craxi tangenti da miliardi di lire, tutt’altro stile rispetto agli impiegati di Napoli, c’è da dirlo.
Siamo certi che Antonio Ricci non ha mai ricevuto tangenti. Siamo sicuri che il suo programma Veline non ha mai fornito carne fresca per i proprietari di Mediaset.
Siamo sicuri che Antonio Ricci può ritenersi soddisfatto del suo lavoro: Lucio Mondaina non si presenterà più in ufficio..
Con il licenziamento di Mondaina Antonio Ricci ha risolto i problemi di Napoli e del sud in generale.
Mediaset non ha ancora rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.

Il figlio diversamente abile di Mondaina è rimasto orfano di padre: un’altra grande vittoria riportata da Antonio Ricci nella lotta per la giustizia a fianco dei più deboli…

Zapatero ha distrutto il suo paese, ovvero, la Crisi Spagnola e la birra degli Erasmus. Viaggio in Spagna tra micro-Storia e macro-Storia

Nel 2005 due giovani amiche palermitane, studentesse dell’università di Palermo, decidono di fare l’Erasmus in Spagna.
Sono giorni di piena espansione, per la Spagna. A Barcellona vivono 30000 italiani, c’è una grossa richiesta di lavoro e l’economia cresce a ritmi vertiginosi.
Vista da Palermo, dalla Sicilia e dall’Italia berlusconiana, la Spagna sembra a tutti un paradiso a portata di mano.
Rispetto all’Italia, il clima, la lingua e la cucina sono simili, contrariamente al freddo e ricco nord europa (Padania inclusa) abituale meta di emigrazione;
Rispetto all’Italia, il lavoro non manca.
Rispetto all’Italia, c’è un governo che adotta politiche sociali libertarie: matrimoni gay, droghe leggere tollerate fino alla legalizzazione, diritto di voto ai grandi primati (proyecto gran simio).
Aggiungete la proverbiale inclinazione alla festa dei popoli iberici, strutture universitarie in espansione, il basso prezzo degli alcoolici, e capirete perchè decine di migliaia di giovani italiani nell’ultimo decennio hanno passato periodi più o meno lunghi delle loro vite in Spagna.

Ciò spiega anche il successo di trasmissioni tv insulse tipo Italo-Spagnolo di Fabio Volo su Mtv, o del film Viva Zapatero di Sabina Guzzanti. Per quanto riguarda Paso Adelante, il successo era dovuto totalmente alle natiche di Monica Cruz, la sorella bella di Penelope.
Olé.

Le due giovani palermitane arrivano in una metropoli iberica piene di speranze di lavoro, di studio e di divertimento.
Una delle due ha la borsa di studio, quindi non cercherà lavoro. L’altra non ce l’ha, quindi troverà immediatamente lavoro in una gelateria “Helados Italianos” gestita da un cinquantenne ricco spagnolo. I gelati erano ovviamente orribili, ma la gente del luogo li comprava.
Professionisti, piccolo borghesi e i tantissimi operai edili lavoravano e ritiravano soldi al banco, per spenderli in gelati, birra, cocaina, mutui, vestiti e azioni di borsa. Chi non lavorava aveva corposi sussidi statali, ma erano in pochi, lungimiranti.
Oltre a loro, a frequentare la gelateria Helados Italianos erano gli studenti, fuorisede ed Erasmus.
L’università spagnola che li ospitava gestiva qualcosa come 10000 studenti Erasmus, composti da un 40% di tedeschi, un 20% di italiani e il restante quaranta equamente suddiviso fra giovani viziosi rappresentanti di ogni popolo d’europa. Notevole l’indotto.

Non staremo qui a tediarvi coi particolari della vita erasmus: l’erasmus è un non-luogo, un corridoio con un cucina e un frigorifero pieno di lattine di birra e superalcolici,  dove si parla all’infinito un inglese maccheronico e si prova a infilare il proprio pene in qualche orifizio, o si cerca qualche pene da infilare nei propri orifizi, oppure si blatera senza costrutto. Quando la festa finisce, si torna a casa e si sta ore su facebook a commentare le foto delle feste, facendo così una involontaria opera di pubblicità all’emigrazione in Andalusia o in Catalunya o in Euskal Herria nei confronti degli amici rimasti mollemente in Sicilia.

La nostra studentessa-lavoratrice erasmus palermitana, risucchiata nel vortice di lavoro, studio, feste, botellones e chicas y chicos, cominciò ad apprezzare il paese in cui viveva. Tutto andava a gonfie vele, se confrontato con lo stagno di Unipa, e di PA in generale.
La studentessa borsista non lavoratrice, invece, visto che non lavorava, poteva racchiudere la Spagna di Zapatero in una immagine da cartolina: ogni sguardo alzato al cielo imponeva una gru all’orizzonte.
Tra il 1999 e il 2009 era impossibile alzare lo sguardo e non vedere una gru stagliarsi sobre los cielos azulisimos del regno di Juan Carlos di Borbone.


L’effimero successo economico di Zapatero si basava sull’edilizia selvaggia.
Interi casermoni, interi quartieri, interi paesini sono stati edificati; la loro costruzione ha dato lavoro a quegli operai che rimettevano i soldi in circolo nelle gelaterie.
Oggi questi palazzoni sono vuoti, invenduti, disabitati. Un disastro epocale.
In questo, Zapatero si è limitato a continuare la politica edilizia del PP di Aznar.
Zapatero ha finito il lavoro iniziato da Aznar e così facendo ha ridotto la Spagna a quello che è adesso, uno stato in bancarotta distrutto da una politica edilizia dissennata che ha devastato l’ambiente, alla faccia dei talentuosi architetti spagnoli.

(Occorre dire che le coste spagnole cominciarono a venire deturpate da Franco negli anni ’50, poi autonomie locali, socialisti e popolari hanno fatto il resto. Zapatero ha messo la ciliegina sulla torta di cemento)
Torniamo alla micro-storia.
Nel 2011 la gelateria Helados Italianos ha chiuso.
Nel 2005, le due studentesse palermitane, fumando erba sedute nel salotto della loro elegante habitaciòn (affittata ad un prezzo stracciato) inscenavano un dialogo in cui una delle due elogiava l’operato di Zapatero, l’altra lo riteneva disastroso.
Il fatto che la storia abbia dato ragione all’una e non all’altra è un aspetto secondario.
Quello che conta è la vita delle persone, che nel 2005 era fantastica, e oggi è disastrosa, il cemento ha divorato grossi pezzi della penisola, tutta quanta la costa e buona parte delle isole.
Il cielo di Spagna, l’ambiente, la quotidianità visiva e sensoriale degli spagnoli è ormai segnata per sempre.
Torniamo alla macro-storia.
Cosa succederà adesso?
La nemesi della storia potrebbe accanirsi su Zapatero:
L’avversario da lui sconfitto, il mediocre democristiano Mariano Rajoy, starebbe pensando ad una mossa rivoluzionaria: non chiedere aiuti all’UE per non cedere sovranità alla BCE. Una mossa no-global, che gli varrebbe l’appoggio di massa della popolazione.
Avrà il coraggio per farlo?
Non lo sappiamo, ma la probabile nazionalizzazione di Bankia e Caixa, i due grandi istituti di credito in crisi, sembra essere un indizio.

AGGIORNAMENTO 20 LUGLIO 2012

Beh, diciamo che alla fine Rajoy ha dovuto chiedere aiuto alla Banca Centrale Europea, ma probabilmente neanche questo basterà. Gli spagnoli, dopo aver votato ed esaltato per decenni i colpevoli di questa crisi, ora sembrano piuttosto arrabbiati.