Corrado Guzzanti e l’Abruzzo come luogo della risata

La comicità italiana ha spesso avuto un forte connotato regionale. Siciliani, milanesi, napoletani, pugliesi, romani, sardi e veneti sono spesso al centro di scenette, battute, barzellette e situazioni comiche.

Ultimamente, una sopravvalutata pagina Facebook si è concentrata sul Molise.

Nessuno, a parte Corrado Guzzanti, si è invece concentrato sull’Abruzzo come luogo di per sè comico.

Nelle opere di Guzzanti l’Abruzzo ricorre spesso, una frequenza che porta a farsi qualche domanda.

Cosa c’è di divertente nell’Abruzzo e negli abruzzesi?

Forse, essendo Guzzanti romano, l’Abruzzo è visto come un luogo vicino e lontano al tempo stesso, a circa un’ora dalla capitale ma abitato da gente con abitudini strane, tipo imporre ai propri mariti fritture di olio nero.

L’esilarante follia di Gianni Livore sembra possa essere causata dalla convivenza con una opprimente donna abruzzese.

Ai morti abruzzesi non portano i fiori, portano il fritto!

Il personaggio che chiamava durante il Caso Scafroglia parlava sempre della sua casa in Abruzzo. Anche in questo caso il riferimento all’Abruzzo è sinonimo di gente stramba che ha difficoltà a rapportarsi in maniera normale con il resto dell’umanità

L’Abruzzese in questo caso si mostra come una sorta di sempliciotto, e la sua presenza negli sketch di Corrado Guzzanti avrebbe la funzione di presentare un punto di vista di assurda alterità.

Talmente assurdo e fuori dalla realtà è l’Abruzzo di Guzzanti che non dobbiamo sorprenderci se Gesù Cristo appare a Mariano Giusti proprio sull’autostrada Roma-L’Aquila

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