“Onorata del cognome che porto” Intervista shock alla figlia di George W. Bush

“Dispiaciuta” per le vittime, ma ”onorata” di portare il nome del padre: cosi’ si e’ detta Jenna Bush, figlia di George W. Bush, alla televisione svizzera, che ha pubblicato sul suo sito un video della ”prima intervista televisiva” della donna. ”Io sono onorata di chiamarmi così, e felice” perché‚ ”è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità”, afferma Jenna Bush intervistata a Ginevra. Nell’intervista, doppiata in francese e cosi’ diffusa, Jenna Bush si dice ”dispiaciuta” per le vittime del padre, ma — aggiunge — ”penso che siamo tutti figli di qualcuno” e non bisogna restare nel passato ma andare avanti per noi, per le generazioni future.

Parlando della sua famiglia, la figlia di Bush dice: ”Sono i miei genitori, siamo cristiani e devo dell’amore a mio padre e mia madre”, afferma, ricordando che a casa pregavano tutte le sere e che il momento piu’ brutto della sua vita fu quando suo padre dovette lasciare la Casa Bianca. ”Nostra madre è stata estremamente importante, poiché non abbiamo potuto andare a scuola. E’ lei che ci ha insegnato a leggere e a scrivere”, ha affermato. La figlia di Bush ha compiuto in Svizzera il suo primo viaggio all’estero, e afferma che non le dispiacerebbe vivere e lavorare in quel Paese.

“La figlia di Bush la sua favoletta di brava figlia che ama quell’assassino di suo padre, ma che gli dispiace tanto per le vittime di guerra la vada a raccontare a qualcun altro”, scrive un’attivista irachena. “La smetta di rilasciare interviste a tanto il chilo -scrive riferendosi all’intervista alla tv svizzera – suo padre non ha ucciso qualcuno durante un raptus,ma ha macellato e fatto macellare scientificamente centinaia di poveri cristi che si sono trovati anche solo sulla sua strada come i nostri figli. Inorridisca una buona volta Jenna Bush davanti a tanto sangue innocente versato perche’ quelle come lei potessero fare la bella vita”.

“La prossima volta che rilascia una intervista del genere penseremo seriamente a cercare la possibilita’ di querelarla per lesa memoria dei nostri morti torturati e massacrati come cani dal macellaio dell’Iraq George W. Bush. Inoltre bastano le nostre di televisioni che esaltano i figli dei criminali , non ci si mettano anche quelle svizzere , guardino in casa loro e scopriranno cosi’ che persone come George W. Bush non ne hanno mai avuti e che non e’ il caso -conclude- di dare voce alla loro progenie”.

Ecco il video dell’intervista:

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