Daniele Luttazzi leader del MoVimento 5 Stelle

decameron luttazzi 30

Qualche anno fa nascevano le prime liste civiche firmate Beppe Grillo che avrebbero portato, nel Febbraio 2013, alla clamorosa affermazione elettorale del MoVimento 5 Stelle.
In quel periodo (parliamo del 2007-2008) era ancora attivo il seguitissimo blog di Daniele Luttazzi.
Su internet (e poi su carta) Luttazzi espresse delle opinioni critiche e molto circostanziate sulla nascente azione politica di Beppe Grillo. Questo testo, che tornò a girare in rete a ridosso delle ultime elezioni politiche, rappresenta a tutt’oggi una delle critiche più lucide sul fenomeno del “grillismo”.
Facciamo un passo indietro.
Nel 2001 Daniele Luttazi ospitò nel suo programma su Rai2 il giornalista Marco Travaglio che, parlando del libro scritto assieme a Elio Veltri l’Odore dei soldi, pose dei tragici interrogativi sugli inizi delle fortune di Silvio Berlusconi.
Le polemiche divampano. La puntata di Satyricon produce un terremoto politico. Luttazzi è sulla bocca di tutti.
Poco tempo dopo, Berlusconi pronuncerà il famoso editto bulgaro, cacciando di fatto dalla Rai Biagi, Santoro e lo stesso Luttazzi.
I giornali esaltano la figura del comico romagnolo. L’Espresso fa una copertina con scritto VOTA LUTTAZZI.
Negli anni seguenti Luttazzi continua il suo percorso artistico subendo denunce, censure e richieste di risarcimento; il suo blog, prima di quello di Grillo, raggiunge quotidianamente migliaia di persone in un periodo in cui i social network non erano ancora radicati e pervasivi come oggi.
Torniamo di nuovo indietro al 2007, allo scritto del blog di Luttazzi su Grillo. In nota (La guerra civile fredda, pagina 187) Luttazzi parla, tra i primi in Italia, della Casaleggio Associati, dei legami con Di Pietro e l’Italia dei Valori e delle aberrranti strategie di marketing politico che il riccioluto manager mette in pratica.
Un altro passo indietro:
Questo articolo ci narra di quando l’azienda di servizi internet Webegg, gestita da Gianroberto Casaleggio, invitava comici di fama nazionale alle convention aziendali. Comici tipo la Littizzeto, Aldo Giovanni e Giacomo e proprio Luttazzi.
Questa è la prova che quando Luttazzi criticò Grillo e Casaleggio nel 2007 conosceva personalmente Casaleggio e i suoi metodi, essendosi esibito ad un evento della Webegg.
Alla luce di ciò, come interpretare le parole di Luttazzi sulla “lusinga del potere e del numero di visualizzazioni del blog” oppure sul fatto che “la satira smette di essere tale se è al servizio di un partito”, o ancora che “il populismo è cercare consensi usando luoghi comuni di facile presa”?
Semplice,
Luttazzi nei primi anni di questo decennio aveva più visibilità di Grillo;
aveva un blog visitatissimo;
veniva assoldato da Casaleggio per uno spettacolo;
dopo qualche anno SUL SUO BLOG ne svelava i lati oscuri, molto tempo prima che il guru di Grillo assurgesse alla ribalta nazionale.

Daniele Luttazzi, se avesse voluto, avrebbe potuto fare il leader di un movimento politico a 5 stelle. Lui sapeva benissimo che


Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell’agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l’individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E’ questo il grido disperato che nessuno ascolta.

Ma Daniele Luttazzi rifiutò le lusinghe del potere. Il suo spirito libero e beffardo (nato sotto il segno dell’Acquario) non poteva mettere l’arte al servizio di marketing e di bieche scadenze elettorali.

Arriviamo all’estate del 2010, quando scoppia su internet ed esonda su giornali e tv la vicenda Luttazzi copia!
Guardacaso è un ANONIMO BLOGGER a mettere in pericolo la credibilità e la già complicata carriera di Luttazzi.
Qualcuno che conosceva le opere di Luttazzi nei minimi dettagli aveva raccolto centinaia di citazioni, calchi, riscritture e furtarelli effettuati da Luttazzi nel corso degli anni, decontestualizzando le sue opere e mettendolo alla berlina di fronte al mondo.
Chi c’era dietro quel blog anonimo?
Forse qualcuno che voleva vendicarsi, e al contempo minare la credibilità del più insidioso collega di Grillo?
Probabile, anzi, possibilissimo.

PRECAUZIONI POSTUME ALLA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO:
ciò che avete appena letto è il più classico esempio di “complottismo” o “dietrologia” del tipo che si trova facilmente su internet. Si prendono quattro episodi documentati e  realmente accaduti e li si collega, ricamandoci sopra una storia a effetto ma senza nessuna prova. Prendetelo per quello che è, una speculazione su qualcosa che poteva succedere ma al 99,99% non è mai successo.

4 pensieri su “Daniele Luttazzi leader del MoVimento 5 Stelle

  1. Casualmente sto leggendo “bollito misto con mostarda” di Luttazzi. Lui ama “svelare” alcune tecniche di comunicazione, per poi riutilizzarle senza palesarle all’interno delle sue argomentazioni. E’ abbastanza chiaro anche che le sue tecniche sono prese da testi americani, cosa che si eviceva anche dal suo blog quando cercava di dare “metodologia” al processo che scatena la risata. Luttazzi, imho, ama copiare. E copiare bene è un gesto di grande intelligenza. E’ vero che che avrebbe potuto fare il leder politico, ma ha semplicemente preferito “giocare da solo”, c’è differenza dal non avere referenti politici. Luttazzi è semplicemente antiberlusconiano, il che non lo colloca automaticamente a sinistra, ma di certo non lo mette a destra. E’ un bel tema il rapporto fra polulismo, rete e mass media tradizionali.

  2. Beh, Mediaset gli chiese 40 miliardi di lire di risarcimento danni, ci mancherebbe che non fosse antiberlusconiano! 🙂
    A parte gli scherzi, Luttazzi nelle sue opere fa continui riferimenti a pensatori e filosofi MOLTO a sinistra: Debord, Lakoff, Derrida, la psicanalisi più arrembante, Foucault etc. Negli ultimi anni poi le sue armi si erano molto affilate da questo punto di vista, arrivando a citare il simbolismo guenoniano nelle sue opere contro la religione.
    A tal proposito, in esclusiva, segnaliamo un calco che nessuno ha ancora notato: tutto il monologo sulla religione de La guerra Civile Fredda è la riscrittura (il risultato è nettamente meglio dell’originale) del film di Bill Maher Religiolous, un film carino ma con troppi scivoloni e troppe semplificazioni; troppo americano insomma. Luttazzi meritoriamente ha districato la matassa simbolica sfruttando una vasta mole di testi “ermetici” creando così un testo esilarante e molto più denso, strutturato e abrasivo del film di Maher, il cui ateismo è quasi da barzelletta.
    Chissà cosa ci riserverà in futuro il più esplosivo autore di satira italiano.
    saluti.

  3. Non tutto il monologo, solo una parte del paragone Horus/Jesus è in comune con Religiolous. Luttazzi: “sono sempre stato di sinistra, anche quando facevo il consigliere comunale a Sant’Arcangelo” (corrente DC di sinistra). Nel 2001 alla domanda dell’Espresso “Lei è di sinistra?”, rispose “Mi risulta che la sinistra si identifichi nelle cose che dico. Non sono di destra, mi fa orrore.”

    Nelle sue citazioni però si vede che attinge da autori di ogni tipo, se hanno scritto qualcosa di valido. Lo stesso Guénon aveva idee tradizionaliste, come dice nell’introduzione al suo libro “Simboli della scienza sacra”. Luttazzi attinge da molti cattolici: Leopold Szondi, Luigi Giussani, il gesuita Hans Urs von Balthasar, Adrienne von Speyr, McLuhan. Da personaggi di destra come Lando Buzzanca e Califano. Da Aristofane che era conservatore, ma contro la guerra. Poi li ricolloca nella sua cornice magica situazionista e diventano esplosivi.

    • haha! perfetto, hai spiegato ciò che noi intendevamo dire, ma in maniera molto più chiara e completa
      Poi è chiaro che le cose dette da Maher non sono sue scoperte ma verità oggetto di studio da secoli, e che Luttazzi ha strumenti molto più calibrati per affrontare argomenti del genere.

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