I limiti della provocazione. La lezione di Adam MCA Yauch

Il 4 maggio 2012 abbiamo scritto un articolo riguardo alcuni mediocri cantautori italiani.
Nelle righe finali ricordavamo come questi artisti abbiano ancora decenni interi di vita per proporci la loro musica mediocre.
L’ironia della sorte, il caso o il destino hanno voluto che LO STESSO GIORNO, il 4 maggio morisse, ad appena 47 anni, Adam Yauch, uno dei musicisti più innovativi degli ultimi decenni.
Purtroppo la malattia ci ha privati del talento mortale di Adam “MCA” Yauch e non sapremo mai cosa avrebbe potuto regalarci negli anni futuri*.
Per fortuna, Adam Yauch cominciò giovanissimo a creare musica e parole, e ci rimangono ore e ore delle sue opere.
Alcune sue parole ci interessano particolarmente; le potete trovare nel booklet del doppio cd-greatest hits dei Beastie Boys “the sound of science“.
Ogni canzone scelta per questa raccolta viene raccontata da uno dei tre membri.
Noi vogliamo tradurre e commentare alcune parti del commento di MCA al loro pezzo più famoso: Fight for you right (to party)
Si parla dei limiti della provocazione, nell’arte come nella vita.

“it was a joke that went too far.. uno scherzo che ci è sfuggito di mano.
La canzone nacque come parodia di canzoni come I wanna rock e cose del genere. L’avevamo registrata per scherzo e poi siamo andati in tour con i RUN-DMC. In nostra assenza Rick Rubin ha mixato il tutto.
Mi ricordo che qualcuno mi fece sentire cosa era diventata la nostra demo dopo il missaggio di Rick Rubin. Aveva sostituito la batteria con dei grossi suoni da classifica, e la chitarra aveva ora un suono paraculo da top ten. Aveva compresso il suono e lo aveva ripulito. Allora mi sembrò strano, ma non ci stavo a pensare tanto. Pensavo soltanto che questo scherzo stesse continuando, un po’ più in grande. Quando ci chiesero di farne un video, pensai che sarebbe stato divertente. Nessuno nella casa discografica poteva mai neanche lontanamente pensare che sarebbe diventata la hit che è stata. Per quanto ce ne importava, anche il video poteva essere nient’altro che una parodia. Nel video noi sembriamo dei veri duri. Ma non era per niente vero..
Quindi tornammo in tour. Questo volta eravamo noi gli headliner. Bevevamo birra e giocavamo a fare i duri. Nessuno se lo aspettava, quindi ci sembrava particolarmente divertente.
Ma quando il disco cominciò a vendere, le cose cambiarono. La gente si aspettava che noi ci comportassimo in quel modo. Prima che ce ne potessimo accorgere spostarono i nostri concerti dai club ai palazzetti dello sport. Suonavamo nelle stesse arene dove avevamo aperto per Madonna e i RUN-DMC. Ma ora erano pieni dei nostri nuovi fan, frat-kids (i ragazzi delle confraternite universitarie, simbolo del conformismo birraiolo, ndr) Mi ricordo che guardavo il pubblico ai concerti e vedevo questi bestioni ubriachi giocatori di football che venivano sotto il palco a cantare a memoria i testi delle nostre canzoni. io Pensavo “ma cosa diavolo sta succedendo?”
Ma ormai era troppo tardi per qualsiasi cambiamento; eravamo stati presi da un turbine da cui non potemmo uscire facilmente.

quello che Yauch vuole dirci è molto significativo.
La provocazione, il gioco intelletuale che porta ad assumere posizioni estreme o urticanti per fare colpo sul proprio pubblico, è un atteggiamento tipico di ogni forma artistica da tempo immemorabile.
Parecchi anni fa il greco Gorgia tentò un elogio di Elena di Troia, come ultimo gioco linguistico per sostenere l’insosteniblie.
Ma bisogna rendersi conto che se si indossa una maschera troppo a lungo, poi sarà difficile togliersela.
E’ molto facile provocare, più difficile è creare una parodia realmente pungente, significativa e memorabile.
Adam Yauch, nel suo percorso artistico, ha capito che la provocazione nell’arte è fondamentale, ma ancora più fondamentale è il saper calibrare la propria voglia di stupire.
Solo così si può evitare di scadere nella caricatura o nella rappresentazione macchiettistica di un qualsiasi estremismo.
I Beastie Boys, crescendo, cercarono di abbandonare lo stereotipo che si erano costruiti e che li aveva resi famosi, se ci siano riusciti o meno sta al pubblico dirlo.

Adam Yauch aveva capito (e lo ha condiviso con tutti noi) che chi si finge estremo per shockare il prossimo rischia di essere dipinto sempre e solo come una caricatura.

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* Adam Yauch era ancora in gran forma, le sue rime sull’ultimo singolo “make some noise” lo dimostrano, visto che danno lezioni a tanti giovani e pompatissimi rapper. ecco un esempio

pass me the scalpel i’ll make an incision
i’ll cut out the part of your brain that does the bitching
put it in formaldehyde and put it on a shelf
so you can show it to your friends and say “that’s my old self”.

passami il bisturi che faccio un incisione
taglio via la parte del tuo cervello che rompe i coglioni
la metto in formalina e la poso sulla mensola
così la mostri ai tuoi amici e dici “ecco il vecchio me”.

la morte gli ha impedito di incidere altri cranii di stronzi, ma ci consoliamo sapendo che la sua profonda fede buddhista gli abbia reso lieve il passaggio verso altre forme.
MCA era anche regista e ha diretto il videoclip di make some noise, un video pieno di attori famosissimi (Da Steve Buscemi a Susan Sarandon, da Jack Black a Elijah Wood).

Nella versione integrale di mezzora il video propone una riflessione sul rapporto fra l’arte e il tempo, sulle mode che passano e sull’inevatible caducità di ogni espressione artistica. Un video, questo, che si conclude con un bagno di piscio interrotto dagli stessi Beastie Boys travestiti da poliziotti.
Una provocazione davvero ben riuscita da parte di un artista, Adam Yauch detto MCA, che davvero è morto troppo presto.

p.s.

L’ironia della sorte, il caso o il destino hanno stabilito che proprio oggi doveva lasciarci uno dei chitarristi più straordinari della storia dell’heavy metal. ilfiumeoreto manda un saluto anche a Jeff Hanneman degli Slayer, che certamente non era buddhista ma è stato un grandissimo chitarrista.

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