Solidarietà ai ghanesi arrestati a Peschiera del Garda


Cosa succede in Veneto? Di cosa parlano i giornali e le tv locali?
Oggi parlano anche dell’operazione dei carabinieri contro un gruppo di ghanesi, detenuti per un reato del codice penale che è un insulto alla povertà e all’ambiente.
Furto di immondizia. Avete capito bene, queste persone sono state arrestate per avere evitato che alcuni elettrodomestici finissero nelle discariche.
I ghanesi andavano presso le isole ecologiche per raccogliere gli elettrodomestici PERFETTAMENTE FUNZIONANTI che i veneti bianchi inspiegabilmente buttano.
Il reato, secondo noi, dovrebbe essere quello di disfarsi di oggetti perfettamente funzionanti, data la situazione drammatica delle discariche italiane.
Invece, i carabinieri hanno arrestato chi si è impegnato per salvare l’ambiente da un inutile sfregio.
Il sindaco di Peschiera del Garda dovrebbe dare la cittadinanza onoraria a questi uomini che recuperavano frigoriferi, radio, televisori, lavatrici per portarli in Africa e guadagnarci sopra, in maniera non proprio legale, ma a nostro avviso legittima (o comunque più legittima degli imprenditori veneti che sfrattano intere comunità dalle loro terre) .
I veneti, un popolo un tempo povero e fiero di esserlo, da un po’ hanno conosciuto la ricchezza e di conseguenza un tracollo morale vertiginoso, che li spinge a buttare il MIVAR perfettamente funzionante per comprare uno schermo al plasma grosso quanto una parete.
Sono loro a dover essere arrestati. Disfarsi di apparecchi elettronici funzionanti è un reato contro la comunità ben più grave di quello commesso dai cittadini ghanesi.
Speriamo che la popolazione di Peschiera del Garda faccia le barricate fuori dal palazzo del Comune per chiedere l’immediato rilascio degli arrestati.
Abbiamo la sensazione che questo evento non si verificherà, e i veneti rimarranno a casa di fronte ad uno scintillante schermo al plasma guardando film polizieschi.

7 pensieri su “Solidarietà ai ghanesi arrestati a Peschiera del Garda

  1. Pingback: Smaltimento dei rifiuti: le liberalizzazioni inesistenti — Nuove Tecnologie Energetiche

  2. Leggo con perplessità le considerazioni da Voi fatte relativamente a quanto successo presso l’isola ecologica di Peschiera del Garda. Sono pienamente conscio che stiamo vivendo un periodo di difficoltà con problemi estremamente più gravi , ma questo non ci solleva dal giustificare quanto è successo.
    Per prima cosa gli elettrodomestici raccolti nelle aree ecologiche NON FINISCONO IN DISCARICA ma presso impianti che li trattano recoperando i componenti pericolosi (clorofluorocarburi, olio, condensatori, batterie…) altamente inquinanti e trasformando il resto in materia prima seconda (ferro, alluminio, rame, plastica….); per seconda cosa
    vi invito a prendere visione dei vari servizi trasmessi sulle reti nazionali su che fine fanno questi ELETRODOMESTICI PERFETTAMENTE FUNZIONANTI nei paesi destinatari.
    Io sono un cittadino veneto è mi sento offeso per quanto da Voi riportato e non per il fatto che si parla di ghanesi, ma perchè si vuole giustificare un reato, anche se minimo, ma sempre di reato si tratta. Si arriverà a giustificare il furto di una bicicletta in quanto NOI BIANCHI ne abbiamo tre?

    • Gentilissimo Claudio,
      innanzitutto grazie per aver trovato il tempo per scriverci: nonostante tu sia in disaccordo con noi, hai argomentato in maniera pacata e circostanziata, e di questo ti va dato atto. Per ciò meriti una risposta altrettanto completa.
      Hai colto subito il punto debole del nostro articolo: effettivamente, gli elettrodomestici non sarebbero finiti in discarica ma sarebbero stati smaltiti secondo le leggi vigenti, verissimo. Dal punto di vista del riciclo, il Veneto può dare lezioni a molte altre realtà italiane.
      La cosa che ci premeva sottolineare era che quegli elettrodomestici avrebbero potuto continuare a funzionare per diversi anni, quindi non c’era un motivo valido per disfarsene, se non il consumismo. Benissimo le isole ecologiche, ma è assurdo che questi posti si riempiano di oggetti che NON sono spazzatura ma beni ancora utilizzabili (sennò, non verrebbero raccolti e rivenduti). Ribadiamo che, secondo noi, disfarsi di beni ancora in funzione è un reato contro la comunità più grave dell’atto di raccoglierli.
      Noi abbiamo detto chiaro e tondo che si tratta di pratiche “non proprio legali” e che comunque le forze dell’ordine sono intervenute perchè il fatto costituisce reato nella legge italiana.
      Da come hai scritto ci dai l’impressione di non essere un ragazzino. Quindi potrai ricordarti (magari anche per i racconti familiari) del periodo in cui i veneti emigravano e facevano la fame. Come pensi che avrebbero reagito i vostri padri e i vostri nonni a vedervi buttare nell’isola ecologica un costoso apparecchio elettronico ancora buono?
      Infine, quando diciamo “i veneti bianchi” facciamo una supposizione, in realtà non conosciamo la percentuale di melanina presente nell’epidermide di chi abbandona uno splendido Mivar funzionante. Quindi la tua obiezione ci sta.
      Grazie ancora per il tuo intervento,
      la redazione

  3. Non mi sono informato sul perché non sia legale prelevare per riutilizzare apparecchi dai centri ecologici, ed anche a me non sembra molto sensato. Forse i materiali recuperati contribuiscono al pagamento della gestione dei rifiuti?
    C’è un’altra cosa che mi chiedo. In Veneto è pieno di mercatini legali, piccole attività, dove si possono portare le cose che non si usano più, anche senza prendere un soldo. Vista la vostra visione del Veneto so che questo potrà shoccarvi 🙂 Non sarebbe possibile per queste organizzazioni fare una cosa simile? Forse i soldi che farebbero non permetterebbero una tale attività.
    Per finire, anche a me dà fastidio questo riferimento a “i veneti…”, “i veneti…”. In tutta sincerità: se fosse successo, che ne so, ad Asti avreste detto “i piemontesi bianchi…”? Dubito davvero che solo in Veneto vengano buttati (anzi, qui sono portati nei centri ecologici) apparecchi ancora funzionanti.
    Ciao

  4. Credo che il riferimento ai veneti sia dovuto esclusivamente al fatto che la vicenda sia accaduta EFFETTIVAMENTE in Veneto. Forse quando si fa riferimento a “i veneti”, è da leggere come “i veneti in questione” (quelli che buttano elettrodomestici funzionanti, che si rallegrano degli arresti in questione etc.). Non ci leggo nessuna discriminazione antiveneta, e la risposta è sì, se la vicenda fosse accaduta in piemonte è altamente probabile che si sarebbe parlato dei “piemontesi”; se fosse accaduta nella Mesopotamia meridionale si sarebbe parlato dei “sumeri”

  5. Pingback: A Treviso è arrivato il nazismo | ilfiumeoreto

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