ANTALE

Vista l’atmosfera natalizia, vi proponiamo un racconto breve a tema scritto da un nostro collaboratore, il cui nome è (ALF!)

Buona lettura e buon aNtale

 

Antale

Vedevo pian piano peggiorare il suo umore, il suo viso cambiare colore e i suoi muscoli irrigidirsi. Nel frattempo anche la città si era trasformata; era diventata un covo di batteri rumorosa di tosse e starnuti decorato da qualche luce colorata posizionata qua e là.
Alle 16 e 19 di un mercoledì di dicembre, nella cucina di casa sua, Marcello era ipnotizzato. Aveva le occhiaie ed era stanco.
<<Dove sono i tuoi antidepressivi?Dove li hai messi??>  sbraitò ad un certo punto rivolgendosi a sua sorella.
Io assistevo alla scena sconfortato. Guardavo fuori dalla finestra e vedevo, nelle altre case, gli alberi di natale illuminati.
<<Enza, mi presteresti le tue gocce?Mi servono come il pane>> continuò << Certo Marcello, ma che succede?>> domandò Enza. << Non mi sento tanto bene>> rispose il ragazzo.
Avevano un presepe, all’ingresso, dove c’era un ruscello finto. Il suono che emetteva era una ninna nanna perfetta. Rimasi ad ascoltarlo per mezz’ora. Nel frattempo sentivo parlottare Marcello e la sua voce mi infastidiva perché era nervosa e lamentosa. Alle 17 e 53 era già buio pesto.

Maglioni

Che freddo cane. Grandina. Indosso un maglione molto pesante, brutto e vecchio preso di fretta e furia dall’armadio. Il mio armadio è pieno di maglioni. Alcuni orribili.

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